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Museo della fauna e del bracconaggio

Museo della fauna e del bracconaggio

 

Il percorso di visita al Castello di Bardi include un’interessante raccolta di materiale illustrante il tema del bracconaggio e del trappolaggio: il museo della fauna e del bracconaggio.
Avviata nel 1994 da Giovanni Todaro e in seguito ceduta all’amministrazione comunale di Bardi che nel 2007 ne curò la salvaguardia e valorizzazione, grazie alla consulenza scientifica del Prof. Vittorio Parisi.

La collezione museale è posta all’interno degli ambienti dell’antico granaio che si affaccia sul cortile del pozzo. Essa è suddivisa in quattro sale:
1. Introduzione al tema del bracconaggio (storia, legislazione, tecniche e pratiche)
2. Sezione dedicata alla C.I.T.E.S (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), che regola il commercio e la detenzione di specie rare o in pericolo di estinzione.

Tra il materiale esposto si segnalano interessanti avori, zanne intere di elefante, carapaci di tartaruga, conchiglie e pellami; tali reperti sono provenienti dai sequestri del Corpo Forestale dello Stato e qui esposti a fini didattici.