La Fortezza di Bardi è stata edificata sulla cima di uno sperone roccioso di diaspro rosso che domina la confluenza del torrente Noveglia con il Ceno.
Fin dalla sue origini appare come una struttura imponente e inespugnabile. Infatti, la sua costruzione è origine delle necessità difensive di una delle epoche più turbolente della storia: tra la fine del IX e gli inizi del X secolo.
Un documento datato 898 attesta l’acquisto da parte di Everardo, Vescovo di Piacenza, della metà superiore della roccia, dove sorgeva probabilmente una fortificazione.
Il Vescovo cercò di creare un luogo di rifugio contro le scorrerie degli Ungari, che si susseguirono ininterrottamente tra il 899 e il 955.
Il dominio dei Landi nelle terre dell’Alta Val Ceno e alta Val Taro ha iniziato nel 1257, quando un nobile ghibellino di Piacenza, Ubertino Landi, in competizione con il Comune guelfo, acquistò terreni dai Conti di Bardi, una cerchia nobile creata da discendenti dei Longobardi.
Approfittando di una crisi del Comune di Piacenza, poi, riuscì a farsi investire dei due feudi.
Da quel momento il dominio dei Landi durò altri 425 anni.
Dati gli stretti legami che Agostino Landi ebbe con l’imperatore Carlo V, questi nel 1551 lo ricompensò nominandolo Principe di Borgo Val di Taro, oltre che Marchese di Bardi, Conte e Barone di Compiano, concedendogli inoltre la facoltà di battere moneta.
Iniziò così un periodo di grande Splendore: mentre nel corso del Quattrocento la struttura si consolidò come Fortezza con l’apparato di un vero e proprio Stato, tra Cinquecento e Seicento, il Castello si trasformò in residenza principesca.
A metà del Cinquecento i Landi cercarono nuove alleanze tramite una ponderata politica matrimoniale: nel 1595, Maria Landi, secondogenita del Principe Claudio e Giovanna Cordova D’Aragona e sorella di Federico II, sposò Ercole Grimaldi, Signore di Monaco.
Il fratello di Maria, l’abile Federico, alla morte della sorella e del cognato (quest’ultimo a seguito di una congiura), assunse la reggenza di Monaco e diventò tutore dei nipotini.
All’epoca, infatti, Monaco- sotto l’influenza spagnola- viveva momenti di forte instabilità e si rendeva necessario garantire protezione e sicurezza soprattutto ad Onorato II, futuro Principe di Monaco.
Il Castello di Bardi ancora oggi conserva tracce di questo legame dinastico, tra cui spiccano le imprese araldiche affrescate sulle volte delle Sale Landi e Grimaldi.
L’assenza di eredi maschi rese Maria Polissena l’ultima discendente del casato.
Nel 1682 il Castello fu venduto a Ranuccio II Farnese, famiglia estintasi nel 1731.
Da quel momento Bardi e il suo Castello seguirono le sorti del Ducato di Parma e Piacenza, fino all’annessione al Piemonte.
Nel 1868 la Fortezza fu ceduta all’amministrazione comunale che ne fece sede degli uffici comunali per poi decidere di aprirlo al pubblico, a seguito di lavori di riqualificazione.