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La cultura dentro le mura: incursione tra opere d’arte e reperti archeologici nei musei del Castello di Bardi

Le location ideali per ospitare musei e collezioni, sono i palazzi storici ed i castelli ed il nostro Castello di Bardi
è tra gli edifici storici italiani che ospitano parecchia cultura dentro le proprie mura: opere d’ arte e reperti archeologici collocati in uno scenario che già di base rappresenta un simbolo culturale, artistico e storico.
Oggi vi presentiamo due delle esposizioni presenti nella fortezza bardigiana che potremmo definire perle piuttosto rare, poichè la mostra “Arti e Mestieri dell’Est Europeo”, ci consegna un ritratto inedito di zone di cui conosciamo troppo poco l’arte figurativa. L’altra mostra di cui vi parliamo oggi, è il “Museo Archeologico della Valceno” ed è preziosa poichè fa conoscere uno dei lati più arcaici della Valceno, scoperto scavando nelle sue piu’ celebri alture.

Per vari aspetti la mostra di pitture e sculture dell’Est Europa, evoca anche il passato della Valceno rurale, con alcune similitudini, mentre la mostra archeologica, ci aiuta ad addentrarci in un misterioso viaggio in queste terre, in quel tempo dove la loro storia doveva ancora definirsi in parole scritte.

La “Mostra Arti e Mestieri dell’Est Europeo”, è rappresentata dalla collezione artistica Ferrarini – Nicoli. Vittorio Ferrarini, ha conosciuto nel dettaglio Praga e dal 1992, ha avviato, un vero e proprio salvataggio di opere di alto valore narrativo ed artistico, con al centro il tema del lavoro in contesti urbani e rurali. Ferrarini, ha dichiarato che anche il forte legame col mondo rurale lo ha spinto verso le opere dedicate al lavoro nei campi, oltre la curiosità per quel panorama di arte che la Cecoslovacchia voleva dimenticare. Da notare che, sebbene appartenenti ad un altra nazione ed altri autori, specie le opere d’ispirazione contadina, mostrano il delicato approccio estetico al lavoro agricolo che ebbero artisti nostrani come Fattori e Segantini.
Inoltre, i buoi e le coppie di contadini ritratte, avrebbero potuto tranquillamente essere anche gli abitanti di una Valceno pre-bellica.
Dai quadri si percepisce la fatica delle genti, ma anche la grande poesia dei colori, della natura e della fedeltà degli animali anch’essi lavoratori. Gli artisti dell’Est, anche nei quadri di carattere urbano, con grande maestria, han saputo donare bellezza anche ai colori dei cantieri, delle macchine a vapore o mostrare con grande capacità espressionista, la durezza della vita degli operai, dai loro sguardi. Pennellate diverse, talvolta delicate e compassionevoli, talvolta quasi cubiste e un pò rudi, con influenze quasi germaniche.

I colori intensi dominano nelle opere e le tonalità di rosso scuro acceso, come le cromie del diaspro rosso, ci guidano verso un salto ancora più a ritroso nel tempo, in cui proprio le rocce sono protagoniste: eccoci al “Museo Archeologico della Valceno”, che ci fornisce un piacevole spunto didattico ed esplorativo delle nostre valli, con reperti risalenti all’età del bronzo (1600-1200 a.C.), pannelli didattici ed una postazione video con spiegazioni storiche. Visitando il museo, riscopriamo un elemento che unisce il Castello ad una delle zone in cui gli scavi ebbero luogo: ovvero il diaspro rosso, il minerale del poderoso sperone roccioso su cui sorge il Castello, che è lo stesso materiale che proveniva anticamente ed in grande quantità dal Monte Lama per la realizzazione di lame per utensili ed armi. L’archeologia in Valceno, è stata protagonista anche sul Groppo Predellara a Varsi. Il Centro Studi Valceno, ha voluto celebrare questa ricerca nel nostro mondo antico, creando questo museo nel 2014, grazie al quale sappiamo anche che tanto come il diaspro rosso si presta a sostenere da secoli l’immensità architettonica del Castello di Bardi, ugualmente è una delle pochissime rocce a poter essere tagliate e lavorate con rudimentali mezzi. Per questo gli antichi abitanti della Valceno, resero il diaspro rosso un simbolo del loro tempo.

Noi ancora non sappiamo cosa simboleggerà il nostro tempo odierno nel futuro, ma di certo continueremo con voi a viaggiare tra epoche, atmosfere, curiosità e antiche stanze del Castello di Bardi.

Per info sulle visite su prenotazione che si effettuano da gennaio a febbraio, sui prossimi eventi e sul programma didattico, ecco i contatti:

(+39) 3801088315 o 0525733021

info@castellodibardi.info